lunedì 11 gennaio 2016



Dati macroeconomici della Repubblica Dominicana pubblicati dal Banco Central

Dal governatore del Banco Central Valdez Albizu sono state fornite le seguenti informazioni economiche relative all'anno 2015 e alle prospettive per il 2016. Il PIL è aumentato del 7% nel 2015 e si tratta della maggiore crescita a livello di tutta l'America Latina. Nel 2014 soltanto Panama aveva superato i dati di crescita della Repubblica Dominicana che invece nel 2015 si è lasciata alle spalle tutte le economie della regione. Panama è cresciuto del 5,9%, Bolivia del 4,5%, Nicaragua del 4,0%, Guatemala del 3,9%, Honduras del 3,4%, Colombia del 3,1% e tutti gli altri paesi sono rimasti al di sotto del 3%. Questa solida crescita dell'economia dominicana è stata sostenuta anche da un'inflazione controllata. Nel 2015 il tasso di inflazione è stato solo del 2,34%, molto al di sotto del limite inferiore stimato che era del 4%. Inoltre il deficit corrente della bilancia dei pagamenti ha raggiunto il suo livello più basso del decennio con soltanto un 2%. Va sottolineato anche il livello di ingressi di valuta per turismo, rimesse dall'estero, esportazioni e investimenti esteri, che è stato di 23.000 milioni di dollari con un aumento del 3% rispetto al 2015. I settori di maggiore crescita sono stati l'edilizia con il 18,2% e con 10 trimestri consecutivi di crescita di oltre due digiti, l'intermediazione finanziaria 9,2%, il commercio 9,1%, l'industria alberghiera e l'industria gastronomica 6,3%, le zone franche 5,8%, l'industria manifatturiera 5,5%. Il turismo e le rimesse dall'estero hanno sostenuto significativamente l'economia raggiungendo per quanto riguarda il turismo la cifra record di 5,6 milioni di turisti con entrate pari a 6,153 milioni di dollari, un aumento del 6,8%. Il governatore ha diffuso la buona notizia che il presidente ha raggiunto la meta di creare 400.000 posti di lavoro durante la sua prima gestione di governo anche se mancano ancora otto mesi al suo epilogo. D'accordo con il Banco Central nei tre anni e quattro mesi di governo sono già stati creati circa 410.000 posti di lavoro nell'economia di cui l'85% formali. Sono state raggiunte nel 2015 cifre record per quanto riguarda le riserve internazionali nette lorde e liquide e la Repubblica Dominicana è stato il terzo paese dell'America Latina con il tasso di deprezzamento della moneta più basso, il 2,6%, superato soltanto dal Costarica e dal Guatemala. In questo panorama così favorevole dell'economia si profilano per il 2016 tre grandi sfide. La prima è come dice molto bene il governatore Valdez Albizu che questa crescita si estenda anche ai settori più poveri della popolazione attraverso un urgente e necessario aumento del salario. La seconda è mantenere la sostenibilità del debito pubblico, già al 46,5% del PIL, seguendo il percorso della sua riconversione. La terza sfida è che il processo elettorale non scateni la spesa pubblica con ripercussioni sulla stabilità. In questo senso tanto il  presidente Danilo Medina quanto il governatore della banca centrale Valdez Albizu sono stati chiari e precisi nel dire che le elezioni non si ripercuoteranno negativamente sull'economia e che invece questa continuerà a essere gestita con attenzione ed efficacia affinché l'anno 2016 sia altrettanto buono o addirittura migliore del 2015.



Sono dati che non fanno pensare alla crisi. C'è mai stata qui la crisi? Sembra proprio di no! Non si può dire che sia un paese gestito male anche se il governo e i suoi membri sono presi ora di mira dalla stampa e dai media in generale per degli episodi di corruzione. Sicuramente questa corruzione non si è manifesta a livello macro economico. Si tratta della solita tattica dell'indebolimento dei governi buoni attraverso campagne diffamatorie con l'obiettivo evidente di sostituirli con governi più accondiscendenti. Chiaramente il tutto orchestrato da chi controlla i media, che guarda caso è sempre lo stesso gruppetto ovunque tu vada nel mondo. Media, ONG e una magistratura meticolosa, una ricetta che va per la maggiore… Cifre alla mano però il governo dimostra di aver lavorato bene e di meritare di rimanere ancora al potere per altri quattro anni. Per più che si sbraiti e che si urli a destra e a manca, resta assodato che i risultati sono stati positivi. Di corruzione se ne può parlare finché si vuole, si tratta di un argomento che continua a far colpo. Peccato che si sorvoli su tante altre cose più importanti come per esempio l'accondiscendenza dei governi alle direttive provenienti da soggetti esteri.

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